Anoressia: sintomi fisici e psicologici. L’ anoressia è una malattia psicosomatica. Come riconoscere l’ anoressia

anoressia-sintomi-fisici-e-psicologici-l-anoressia-e-una-malattia-psicosomatica-come-riconoscere-l-anoressiaNei casi di anoressia nervosa, le famiglie si ritrovano a lottare contro una malattia molto complessa e a volte fatale. L’ anoressia è un “demone” spietato in cui è il cibo ad aver dichiarato guerra in chi ne soffre.
Ma cosa s’ intende per anoressia mentale ? Quali sono i sintomi dell’ anoressia e come accorgersi che una figlia o un figlio sono malati ? L’ anoressia è un disturbo del comportamento alimentare: è una sindrome psicosomatica con sintomi sia di natura fisica che di natura psicologica.

SINTOMI FISICI DELL’ ANORESSIA

I sintomi fisici dell’ anoressia consistono in un progressivo dimagrimento (perdita di peso); si parla di anoressia quando la perdita di peso supera almeno il 25% del peso corporeo “normale”. Altri sintomi legati all’ anoressia sono una o più delle seguenti condizioni: amenorrea (interruzione del ciclo mestruale), iperattività e ipotermia (abbassamento della temperatura corporea).
L’ anoressia è una malattia psicosomatica che colpisce soprattutto le donne nel periodo preadolescenziale o adolescenziale: si tratta di giovani donne che, per raggiungere il peso “perfetto”, diminuiscono volontariamente l’ assunzione di cibo fino a ridursi a “vivere d’ aria” e che, per mantenere lo stato di magrezza ottenuto ricorrono spesso a sistematici sotterfugi (vomito autoindotto tipico della bulimia, abuso di lassativi o diuretici).

SINTOMI PSICOLOGICI DELL’ ANORESSIA

I sintomi psicologici dell’ anoressia comprendono il desiderio di dimagrire, la paura di acquistare peso, la negazione della fame, una distorta immagine corporea e uno sforzo di controllo.
L’ anoressia porta a una sorta di autodistruzione fisica e psicologica della persona che ne soffre; in realtà la ricerca accanita della magrezza è solo un tentativo di camuffare problemi di personalità nascosti. L’ anoressica soffre di una profonda insoddisfazione riguardo a se stessa e alla propria vita; insoddisfazione che, mediante un meccanismo di spostamento, l’ anoressica riversa su quell’ unico spazio che è sicura di poter controllare, disciplinare, dominare: il suo corpo.
A guidare il comportamento di chi soffre di anoressia è una profonda mancanza di autostima: l’ anoressica è convinta di avere dentro di sé qualcosa di imbarazzante e malvagio che le preclude l’ accesso alle “cose belle della vita”.
Chi soffre di anoressia spesso pensa di essere inadeguato, mediocre, inferiore e disprezzato dagli altri. L’ anoressica avverte che la gente intorno a lei la guarda dall’ alto in basso con disapprovazione, pronta a criticarla appena possibile.
Tutti gli sforzi che l’ anoressica fa per raggiungere il “peso perfetto” servono solo a nascondere la sua inadeguatezza di fronte al mondo.

CHI SOFFRE DI ANORESSIA CERCA CONTINUAMENTE L’ APPROVAZIONE DEGLI ALTRI

Chi soffre di anoressia sente che, per ottenere l’ approvazione degli altri, deve sempre assecondarne le richieste, anche quando queste sono in netto contrasto con le sue aspirazioni e le sue necessità. L’ anoressiaca si mostra seria, responsabile, servizievole, studiosa: è la classica “brava ragazza”.
I pensieri e i progetti di un’ anoressica sono continuamente influenzati da domande tipo: “Come la prenderanno gli altri ? Cosa si aspettano che io faccia ?“.
Chi soffre di anoressia ha bisogno che i suoi sentimenti siano confermati da altre persone per poter sapere che li sta provando. L’ anoressica fa esperienza di se stessa solo come riflesso di ciò che gli altri vedono in lei, continuando a sentirsi “vuota”, un “niente”, fino a diventare una marionetta nelle mani degli altri. Tutta la vita di un malato di anoressia è volta a soddisfare solo i desideri e i bisogni degli altri.
Nella vita di tutti i giorni, l’ anoressica mostra un volto sorridente e compiacente agli altri, ma nasconde una dolorosa infelicità sotto una facciata artificiale. Dato che i bisogni di un malato di anoressia passano sempre in secondo piano, un’ anoressica non si sente mai amata, compresa, desiderata. E non riesce ad acquistare fiducia in se stessa.

Accorgersi di chi è malato di anoressia è il primo modo per aiutare la persona a vincere la sua battaglia personale.

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191 Risposte

  1. Redazione IO Benessere Blog says:

    Carissima Jey, non sappiamo quanti anni hai, non sappiamo perchè sei “scappata di casa”, per quanto tempo sei stata via da casa, dove hai vissuto in quel periodo e dove sei tornata a vivere ora. Adesso vivi da sola o con i tuoi genitori? Non ci è dato saperlo!
    Di certo è evidente che sei molto confusa in questo periodo della tua vita. Cerchiamo quindi di fare chiarezza su quanto ci hai scritto.

    Per prima cosa è ovvio che sei fortemente sottopeso. Ecco il calcolo del tuo indica di massa corporea, la formula è la seguente:

    Peso in chili
    ———————
    (Statura in metri)2

    Cioè: il peso in chili va diviso per il calcolo della statura al quadrato. Il risultato del calcolo è il valore (indice) della tua massa corporea e va inserito nella tabella qui di seguito.

    TABELLA INDICE DI MASSA CORPOREA
    Sottopeso: valore inferiore a 18,5 (magrezza eccessiva)
    – Normopeso: valore compreso tra 18,5 e 24,9 (peso normale: peso-forma)
    – Sovrappeso: valore compreso tra 25,0 e 29,9
    – Obesità classe I: valore compreso tra 30,0 e 34,9
    – Obesità classe II: valore compreso tra 35,0 e 39,9
    – Obesità classe III: valore uguale o superiore a 40

    Nel tuo caso:
    36: (1,54×1,54) = 36 : 2,3716 = 15
    In base alla tabella dei valori sei fortemente sottopeso.

    Il tuo peso forma ottimale era il precedente, come tu stessa ben sai.
    Infatti, quando pesavi 47 kg eri in perfetta forma fisica:
    47: (1,54×1,54) = 47 : 2,3716 = 19,8 (valore ottimale del peso forma).

    Chiarito questo aspetto, cioè che sei fortemente sottopeso, i sintomi fisici che accusi dipendono dalla tua attuale magrezza eccessiva: sei nervosa, senti freddo di continuo, ti senti sempre stanca e debole. Essere sottopeso indebolisce anche le difese immunitarie del tuo organismo e puoi ammalarti più facilmente (infatti hai la febbre da due settimane, da quanto scrivi).

    Per quanto riguarda invece il tuo rapporto col cibo, è cambiato nel tempo: non hai appetito, il cibo ti disgusta, non riesci a fare un pasto completo, appena ti siedi a tavola ti passa la fame, se pensi al cibo ti viene la nausea, non riesci più a mangiare davanti a qualcuno, dici bugie e menti agli altri (dici di aver mangiato e invece non è vero). In definitiva tu rifiuti il cibo e nascondi agli altri il tuo problema.
    Anche la percezione del tuo corpo e di te stessa è cambiata: hai paura del giudizio delle persone, non vuoi essere guardata, ti senti brutta, ti trovi mille difetti
    , sei sottopeso ma pensi di avere un po’ di pancia. La percezione del tuo corpo è completamente alterata.

    Se hai scritto qui, dentro di te sai benissimo cosa ti sta succedendo. Vuoi la conferma di quello che è già avvenuto? Sei caduta nell’anoressia, ecco quello che ti è successo. C’è un video dell’ associazione ABA che racconta la giornata “tipo” di un’anoressica: le immagini raccontano molto meglio delle parole e puoi riconoscere molti dei tuoi comportamenti in questo video. Ecco il link: A letto senza cena
    Guarda il video con attenzione, si intitola “A letto senza cena” e racconta le stesse angosce che vivi tu.

    Cosa fare adesso? Prendi atto del tuo problema (che è evidente) e rivolgiti a qualcuno: chiedi aiuto. Prova in un centro ABA: uno spazio accoglienza in cui puoi parlare e sentirti ascoltata. Trovi la lista dei centri a questo link: Centri ABA in Italia
    Se nella tua zona di residenza non è presente un centro ABA, parlane col tuo medico: ti saprà consigliare una ASL di zona in cui puoi trovare psicoterapeuti preparati nei disturbi del comportamento alimentare.

    Certamente solo tu puoi decidere cosa fare della tua vita: puoi finire in ospedale perchè sei troppo sottopeso, oppure puoi cercare di comprendere cosa ti ha portato a ciò che sei ora. Dietro l’anoressia c’è sempre un forte disagio interiore: spetta a te intraprendere la strada per capire quale malessere ti porti dentro.
    Un abbraccio sincero. Ti auguriamo che il 2017 sia l’anno della consapevolezza per te, cara Jey.

  2. Jey says:

    Ciao a tutti, io non capisco cosa succede al mio corpo. Non ho mai avuto la fissa di dimagrire, ma dopo essere scappata di casa mi è successo di smettere di mangiare, ero sola, non mi preparavo da mangiare per svogliatezza e saltavo colazione e pranzo, spesso anche la cena. Da lì ho iniziato. Ora sono un pò di mesi che sono tornata a vivere a casa e la situazione sta diventando sempre più seria. Mi è passato completamente l’appetito, non riesco a fare un pasto o un mezzo pasto, mi passa la fame appena mi siedo a tavola o appena penso a qualche cibo. Vado al supermercato e cerco qualcosa che mi piaccia ma non trovo niente, mi disgusta tutto, mi fa venire la nausea ma io non vomito, ho come lo stimolo spesso, ma non lo faccio.
    Se mangio per esempio un piatto di pasta, ho bisogno di sdraiarmi subito, come se mi mancassero le forze. Ora sono due settimane che la febbre non mi lascia e per questo ho dato di stomaco diverse volte. Avverto sempre un bruciore, una sensazione strana nel mio corpo quando penso al cibo, sono sempre stanca, muoio dal freddo e sono sempre nervosissima.
    Tratto male tutti e tutti trattano male me, mi assillano con questa storia dell’anoressia. Io non riesco più a mangiare davanti a qualcuno, ma ripeto io non ho mai avuto problemi sull’essere grassa, certo mentre dimagrivo mi sentivo meglio con il mio fisico. Io cosi magra mi piaccio, penso… non lo so, non mi capisco.
    So che sono stanca di sentirmi tutti contro, vorrei sapere cosa mi sta succedendo, vorrei che le persone la smettessero di giudicarmi, di contare ciò che mangio, di guardarmi.
    E’ un po di tempo che mi sento davvero brutta, mi trovo milioni di difetti che non esistono, non sto mai bene, mi sento sempre male, sempre debole, dico bugie che ho mangiato e non è vero.
    Io non so cosa fare, sono tutta spigolosa, brutta …prima pesavo 46-47 kg, sono alta 1,54 ed ora peso 36 kg. Massimo posso arrivare a 37 kg e questo calo sta succedendo circa da fine maggio. Io non stavo a guardare sempre il fisico, ma ultimamente sì, mi sento brutta e spigolosa ma penso di avere un pò di pancia. Prima ero davvero molto meglio, avevo i kg al posto giusto, ora no, ma non lo so perchè. Io mi faccio schifo ma allo stesso tempo mi piaccio… Che cosa mi sta succedendo?

  3. Redazione IO Benessere Blog says:

    Ciao Giorgia, per verificare il tuo indice di massa corporea la formula è la seguente

    Peso in chili
    ———————
    (Statura in metri)2

    Cioè: il peso in chili va diviso per il calcolo della statura al quadrato. Il risultato del calcolo è il valore (indice) della tua massa corporea e va inserito nella tabella qui di seguito.

    TABELLA INDICE DI MASSA CORPOREA
    Sottopeso: valore inferiore a 18,5 (magrezza eccessiva)
    – Normopeso: valore compreso tra 18,5 e 24,9 (peso normale: peso-forma)
    – Sovrappeso: valore compreso tra 25,0 e 29,9
    – Obesità classe I: valore compreso tra 30,0 e 34,9
    – Obesità classe II: valore compreso tra 35,0 e 39,9
    – Obesità classe III: valore uguale o superiore a 40

    Nel tuo caso:
    49: (1,67×1,67) = 49 : 2,7889 = 17,5
    In base alla tabella dei valori sei sottopeso.

  4. Giorgia says:

    Io peso 49 kg e sono 1 ,67 …non sono sicura che vada bene

  5. laura says:

    Buongiorno a tutti, sono una ragazza anoressica, purtroppo è così, sono malata da ormai due anni. Non avrei mai immaginato di ammalarmi di questa malattia, perché in fondo lo è… posso ritenermi fortunata da una parte perché negli ultimi mesi ho fatto grossi miglioramenti da sola, ho iniziato a mangiare un pò di tutto, ho il ciclo regolare, ho messo su un pò di peso e mi piaccio così, anche se sono ancora in sottopeso non grave.
    Purtroppo il cibo è il mio pensiero fisso dalla mattina alla sera, è una cosa automatica: l’anoressia cambia te stessa, cambia la tua vita, non sono più la stessa persona di due anni fa, sono cambiata, della gente non me ne frega niente, ho due amici, avevo un fidanzato, ho attorno persone che mi vogliono bene, non posso lamentarmi ma pagherei oro per riavere la mia vita di prima
    scusate non mi sono presentata, mi chiamo laura e ho 21 anni, comunque l’anoressia (è brutto da dire) oramai la considero come una mia amica, anche se è solo una… non voglio dire parolacce! Nonostante ho questo problema, vado avanti, non mollo, sorrido sempre agli altri, appaio come una ragazza normale, una normalissima ragazza.
    La gente non può immaginare minimamente quello che affronti ogni giorno, ma sono arrivata a una conclusione: ho fatto molti miglioramenti da sola senza l’aiuto di nessuno e ho imparato a conviverci con l’anoressia, col tempo forse riuscirò a mandarla via, perché lei di sicuro non se ne va… ho imparato a scrivere, mi sono fatta un diario e lì scrivo, scrivo, scrivo quello che mangio e anche quello che l’anoressia ti proibisce di mangiare, ma io provo certe volte a non ascoltarla e lo mangio lo stesso, anche se dopo mi sento in colpa, ma intanto l’ho mangiato.
    Quindi mi sento in dovere di darvi un consiglio: io certe volte il mio problema lo prendo sul ridere e, anche quando mangio qualcosa che non dovrei mangiare, invece di demoralizzarmi dopo mi faccio una bella risata, anche se mi sento in colpa. Ho imparato a sdrammatizzare un pò il mio problema, lo so magari dicendo queste cose sembro strana, però se stiamo tutti i giorni a demoralizzarci o a esser tristi non ne usciamo più.
    Io ho imparato a conviverci e ho anche imparato a prendere il mio problema un pò sul ridere e fa bene, fidatevi, fa solo bene. Spero che mi sono espressa abbastanza bene, non sono stata qui a scrivervi quanto pesavo, cosa mangiavo e tutte queste cose, ho voluto solo dirvi quello che vivo ogni giorno.
    A tutte le persone che hanno questo problema do un consiglio: non abbatetevi, andate avanti sempre con un sorriso, ma non fatelo solo davanti agli altri per camuffare il problema, sorridete a voi stesse che fa solo bene.
    Ciao a tutti

  6. antonella says:

    buongiorno a tutti, io soffro di anoressia da stress. Tale patologia non era nei miei pensieri, sapevo cos’era, ma non potevo mai immaginare che un giorno anche io ne sarei stata colpita. L’anoressia da stress è una patologia causata da eventi o problematiche. In un mese sono arrivata a pesare di colpo 38 kg, la mia mente era così assorbita dal problema da portare il resto del corpo ad una forte debilitazione fisica. La prima volta la patologia è stata molto aggressiva, da portarmi ad un ricovero ospedaliero, ma senza alcun risultato positivo: al sud su tale patologia, psichiatri, psicologi, ecc ecc, dovrebbero informarsi per capire che, se la mente non viene sbloccata con percorsi psicoterapeutici da persone esperte in tale campo, di sicuro si arriva alla morte.
    Io non volevo dimagrire, stavo bene, mangiavo, facevo sport per mantenere il fisico in ottime condizioni ma non per dimagrire. Per cui il tutto sta nella mente. Dire a un anoressico la parola ‘mangia’ senza alcun sostegno psicoterapeutico, non si arriva a nulla. Il mio cervello è rimasto sempre lucido, perfetto e consapevole di avere tale patologia. Tutto parte dalla mente, è la mente che guida tutto il corpo umano: sono stata in coma per 15 giorni per un incidente, con ferite contuse dalle quali sono guarita, ho avuto la cefalea a grappolo dalla quale sono uscita, ma l’anoressia rimane sempre, adesso è lei che comanda la mia mente e corpo.

  7. Redazione IO Benessere Blog says:

    Cara Elisa, sei perfettamente consapevole della tua malattia, ma non vuoi curarti perchè hai paura di ingrassare. Questa paura è alla base dell’ anoressia, così come la percezione distorta che hai del tuo corpo: tu stessa dici che non ti vedi come una ragazza che pesa 39 chili, ma ti vedi come una che pesa 50 chili. Anche con un peso di 50 chili, saresti comunque magra per la tua altezza! Ma tu ti vedi grassa anche se sei sottopeso e vivi con la costante ossessione di ingrassare.

    Hai rinunciato alla prima cura in ospedale, in cui ti hanno ricoverato perchè eri sottopeso, proprio per la paura di ingrassare: i medicinali potevano farti aumentare di peso, questo hai pensato. Controlli continuamente tutto ciò che mangi, elimini determinati cibi e pesi gli alimenti. Nonostante questo, ti senti in colpa ogni volta che mangi e di conseguenza ti provochi il vomito (che ormai è diventata una consuetudine per te). Il passaggio dall’ anoressia alla bulimia (vomito autoindotto) è infatti il decorso della malattia. Ti invitiamo a leggere questo articolo correlato in cui puoi ritrovare molto di quello che ti sta capitando (clicca su questo link): Anoressia-Bulimia-Disturbi del comportamento alimentare

    Questa, come tu ben sai, non è più vita per te: l’anoressia è il tunnel in cui sei caduta, l’anoressia non ti fa più vivere da ormai due anni, e tu lo sai bene.
    Il tuo fisico ti sta mandando dei segnali forti: non hai più il ciclo mestruale e, come tu stessa scrivi, ti stai uccidendo. Ovviamente il tuo umore è mutevole, sei nervosa e ti sfoghi con tua madre. Ma poi ti senti in colpa anche per questo e ti punisci ancora: non ti piaci, non ti piace il tuo aspetto fisico, non ti piace come ti comporti con tua madre, non ti piace come sei. E ti distruggi. Fondamentalmente non ti ami affatto: in te non c’è amore per te stessa, ti fai solo del male, ti odi. Tutto ciò che ti sta capitando fa parte della malattia in cui sei caduta. Tu non sei sbagliata, sei solo malata: sei anoressica. E i comportamenti di un’anoressica sono esattamente questi. Il male peggiore lo fai a te stessa, non lo fai agli altri. Chi ti sta vicino, come tua madre, vede solo una persona che si autodistrugge. Dietro alla tua non-fame, si nasconde in realtà una grande fame d’amore.

    Chi soffre di anoressia e bulimia smette un pò alla volta di uscire, perde gli amici, dà sempre meno importanza allo studio o al lavoro: niente conta quanto il disturbo alimentare e, un pò alla volta, niente esiste al di fuori dell’ anoressia. Questo è il decorso della malattia. Quando abbandoni qualsiasi cosa tranne la malattia, diventa poi molto più difficile decidere di guarire perchè non ti è rimasto niente tranne la malattia: togli l’ anoressia e rimane il vuoto.
    Per guarire, devi ricostruire la tua vita, desiderare di tornare a vivere. Per chi soffre di anoressia, tornare a vivere è uno sforzo che contrasta la tendenza naturale ad abbandonarsi alla malattia. Ma questo è il primo passo da fare.

    Anche adesso dici che vuoi curarti ma la paura principale è sempre la stessa: la paura di ingrassare. In realtà, la tua idea di andare in un centro di cura specializzato per l’anoressia è la scelta migliore che puoi fare per te stessa se vuoi tornare a vivere. Il percorso per uscire dall’anoressia è faticoso, ma è possibile se tu lo vuoi iniziare e percorrere. Parlane con la tua famiglia, perchè anche i tuoi genitori vanno coinvolti nel tuo percorso di cura: anche loro devono partecipare agli incontri con gli psicologi per capire come comportarsi con te, come modificare il loro rapporto con te, in modo da essere di reale aiuto alla tua guarigione: il tuo miglioramento e la tua guarigione passano attraverso una modificazione dei legami affettivi, è importante riuscire a comunicare il tuo dolore a tua madre.

    L’ anoressica, proprio attraverso l’espressione dei sintomi, vuole ridiscutere e modificare le relazioni familiari. L’ aiuto psicologico è quindi rivolto anche ai genitori e alla madre in particolare: i genitori devono essere aiutati dallo psicoterapeuta. La tendenza ad allontanare le ragazze e i ragazzi anoressici dalla propria famiglia, attraverso l’utilizzo di comunità terapeutiche, è solo l’ultimo approccio da tentare: solo quando è proprio necessario.

    Se senti la necessità di rivolgerti ad un centro di cura, facci sapere la tua zona di residenza: ti possiamo consigliare a chi rivolgerti.

  8. elisa says:

    Soffro di anoressia da ormai due anni, ho avuto una fase in cui ero arrivata a 33 kg per 1.60, sono stata ricoverata in ospedale, ho preso medicinali, ma non ho mai accettato “la guarigione” (del mio corpo). Così, convinta che i medicinali mi facessero ingrassare, ho smesso e da lì è ricominciata la ricaduta… anche se lenta, e ora da giugno non ho più il ciclo e questa mattina pesavo 39.4 kg per 1.60
    sono da ricoverare secondo lei? io non so più come uscirne, mi sembra un tunnel senza fine. L’aiuto del solo psicologo non serve, io da un lato ne vorrei uscire perchè psicologicamente la mia vita ruota attorno alla malattia, ma dall’altra ho paura… quando provo a mangiare di più è una crisi totale… lì per lì tutto va bene, sono convinta di uscirne, poi addio! non capisco più nulla, la malattia prende il sopravvento e io divento una persona nervosa alla massima potenza e quasi perfino poco umana, egoista, stronza.

    Mi odio così tanto… sto facendo del male a mia madre in un modo assurdo, la sto uccidendo così come sto facendo con me stessa. Ogni volta mangio sempre in modo anormale diciamo, non ho eliminato intere “classi” di cibo questa volta, cioè tipo per dire 10-15 grammi di pane -senza olio nell’impasto- a pranzo e cena li mangio; non mangio la pasta ovviamente, nè riso, magari a volte un cucchiaio di orzo ma cerco di evitarlo… cioè pensandoci ho eliminato tante cose -non le ho scritte tutte- ma non è un’ eliminazione drastica come la prima volta in cui ero a questo peso, una cosa che ho eliminato proprio è l’olio ormai da secoli. Ho ridotto le porzioni e peso tutto.

    Ma ogni volta che mangio penso “tanto poi vomito” (riesco a produrmi il vomito automatico solo con un pò d’acqua), ovvero tutte le volte che mangio. Non mi sopporto più neanche io, e boh sto considerando l’idea di andare in un centro di cura questa volta… anche se ripeto non ne sono pienamente convinta, la cosa mi spaventa alquanto. Ho paura di diventare una botte, anche perchè io fondamentalmente non mi vedo come una ragazza di 39 kg!! Mi sento di pesarne 50. Cosa posso fare? Consigli? Qualche buon posto dove curarmi? Esperienze?

  9. Redazione IO Benessere Blog says:

    Ciao Martina, per quanto riguarda il tuo peso attuale, la formula che di solito viene usata per valutare indicativamente lo stato di salute fisica è l’indice di massa corporea:

    Peso in chili
    ———————
    (Statura in metri)2

    Ovvero: il peso in chili va diviso per il calcolo della statura al quadrato.

    TABELLA INDICE DI MASSA CORPOREA
    – Sottopeso: valore inferiore a 18,5 (magrezza eccessiva)
    – Normopeso: valore compreso tra 18,5 e 24,9 (peso normale: peso-forma)
    – Sovrappeso: valore compreso tra 25,0 e 29,9
    – Obesità classe I: valore compreso tra 30,0 e 34,9
    – Obesità classe II: valore compreso tra 35,0 e 39,9
    – Obesità classe III: valore uguale o superiore a 40

    Nel tuo caso:
    47: (1,71×1,71) = 47 : 2,9241 = 16
    In base alla tabella dei valori sei sottopeso: magrezza eccessiva. Ma questo lo sai già.

    I rischi per la salute dovuti alla magrezza eccessiva possono essere diversi: disturbi digestivi, debolezza, fatica cronica, stress, ansia e disfunzione ormonale, solo per citarne alcuni. Di certo il tuo peso “non va bene” e se hai scritto qui sei preoccupata per te stessa. Il controllo del peso e l’ossessione della bilancia sono però solo effetti del tuo stato d’animo emotivo interiore: manifesti all’esterno il tuo disagio interiore attraverso varie forme di autolesionismo. Ti stai facendo del male, non ti ami e non accetti te stessa. Non esistono “voci” nella tua mente, sono solo i tuoi stessi pensieri ossessivi: sei tu stessa che non mangi, che ti tagli, che pensi al suicidio. Anche l’anoressia è una forma di autolesionismo. Sei tu stessa ad essere “cattiva, spietata e critica” con te: tu ti giudichi e ti condanni. La domanda che dovresti farti è: “perchè mi odio così tanto”? Depressione, anoressia e autolesionismo (i tagli che ti fai) sono tutte manifestazioni esterne del tuo disagio interiore. Non ami la vita, non ami te stessa e pensi che sia meglio farti male o morire per mettere fine al tuo dolore. Il dolore che provi è però la mancanza d’amore che hai nei tuoi confronti.
    Sull’autolesionismo leggi questo articolo per cercare di comprendere un pò te stessa e il male che ti stai facendo da sola, clicca qui: Autolesionismo, tagli e ferite

    Cara Martina, hai solo 17 anni, se da 3 anni ti stai facendo del male cerca aiuto: hai scritto qui perchè te ne rendi conto. I tuoi genitori vedono la tua situazione? Se non riesci a parlare con loro, cerca uno psicoterapeuta con cui parlare. Anche le Asl di zona mettono a disposizione servizi di questo tipo. Per uscire dallo stato in cui sei, devi imparare ad amarti: ti stai odiando profondamente. E’ importante esprimere quello che senti con una persona in grado di ascoltarti, lo psicoterapeuta può darti una guida. Vuoi iniziare a vivere oppure vuoi continuare in questo lento suicidio a cui ti sei condannata da sola? Pensaci e, se decidi di smetterla di farti del male, cerca aiuto e inizia un percorso diverso. Tutti possono cambiare, anche tu, basta volerlo. Ti auguriamo di iniziare a vivere e ad amarti. Un abbraccio sincero.

  10. Martina says:

    Salve! È da circa 3 anni che sono ossessionata dalla bilancia, continuo a guardarmi allo specchio e a vedermi grassa.
    Inizialmente mi abbuffavo, esageratamente, per poi sentirmi in colpa e mangiare pochissimo per i due giorni successivi… e via dicendo.
    Da quest’anno però, le cose stanno cambiando, e sento come delle voci nella mia testa, delle voci cattive, spietate, che criticano il mio aspetto, la mia personalità…
    Queste voci in realtà le sento da 3 anni, essendo depressa da 3 anni…
    pensavo di essermi ripresa, ma invece le cose stanno peggiorando e queste ‘voci’ mi suggeriscono di non mangiare, come forma di autolesionismo.
    Da quando sono caduta nel ‘tunnel della depressione’, ho spesso avuto istinti suicidi, ho anche tentato il suicidio delle volte… e ancora adesso mi capita di sentire il forte bisogno di tagliarmi, certe volte vi cedo…
    Ho 17 anni, sono alta 1.71 m e peso 47 kg, so di essere sottopeso, lo sono sempre stata, anche per via della costituzione, in famiglia siamo tutti molto magri… solo che mangiando sempre meno, sono arrivata a 47 kg in circa 2 mesi, prima ne pesavo 55.
    Mi sento sempre stanca, malata, ho sempre la nausea.. non sto mai bene.
    quindi volevo sapere se il mio peso va bene o se devo preoccuparmi??

    So che il mio profilo psicologico è preoccupante, me ne rendo conto, ma ciò che mi interessa sapere è se devo preoccuparmi del mio fisico.
    grazie, e complimenti per il blog!

  11. Redazione IO Benessere Blog says:

    Cara Stefania, da quello che ci scrivi sei consapevole della tua anoressia che ti accompagna da ormai 2 anni. Hai cercato di lottare riacquistando un pò di peso, ma ora sei ricaduta nell’ ossessione: non ti piaci e stai ricominciando a rifiutare il cibo. In realtà, con un BMI (Indice di Massa Corporea) pari al valore 14 sei già sottopeso per la tua giovane età.
    Adesso hai paura e chiedi aiuto: questo è un bene, essere consapevole è il primo passo.

    L’ anoressia porta al rifiuto del cibo o al digiuno, a cui si alternano saltuarie abbuffate seguite da sensi di colpa. Dietro questo tuo atteggiamento si nasconde però una profonda crisi interiore: quello che fai è una domanda di aiuto, una richiesta di riconoscimento del tuo dolore di vivere, del tuo non-accettarti. Questo dolore interiore che provi è così forte che è difficile da raccontare, ma lo fai vedere solo attraverso il tuo corpo.

    La tua ossessione verso il tuo corpo nasconde quindi un profondo disagio: chiedere aiuto significa voler capire a cosa è dovuto questo tuo disagio interiore. Perchè soffri così tanto? Come è iniziata la tua anoressia? C’è stato un evento particolare che hai vissuto 2 anni fa? Queste sono le domande che devi provare a fare a te stessa. Nel tuo commento descrivi solo i sintomi della tua anoressia, ma non dici nulla sulle possibili cause che ti hanno portato a questo stato di profonda sofferenza. Forse tu stessa non sai le cause, forse sei confusa e provi solo paura e dolore.

    La tua famiglia si è accorta del tuo problema? Ne hai parlato con loro? Hai chiesto aiuto? Ricorda che non sei sola: insieme alla tua famiglia, puoi rivolgerti in qualsiasi momento nei centri pubblici specializzati per ricevere un aiuto psicologico.

  12. STEFANIA says:

    Buonasera. Ho 13 anni. Ho paura. Sono 2 anni che soffro di anoressia, adesso mi abbuffo un giorno sì e due no e mi sento in colpa, ma non vomito. Non ci sono mai riuscita. Ho riacquistato peso. Andavo verso i 33 kg. Un bmi di 14. Ma adesso mangio tantissimo e una voce nella mia testa continua a ripetermi che sono grassa, che ho la pancia e i fianchi. Voglio non esserlo e sto ricominciando a non mangiare. Aiuto.

  13. Redazione IO Benessere Blog says:

    Buongiorno Silvia, di certo quella della tua amica è solo una scusa per correre in bagno a vomitare dopo i pasti. Dire di “avere il sapore di sangue in bocca” è solo una scusa, una bugia: è tipico nell’ anoressia mentire, raccontare bugie per nascodere agli altri il reale problema. Inolre tu hai notato che la tua amica è dimagrita molto in poco tempo e che ha problemi e incomprensioni a casa con i suoi familiari. E’ evidente che la tua amica sta vivendo una situazione personale e interiore difficile: è in conflitto con i suoi genitori che non le fanno cambiare scuola, cosa che lei invece vorrebbe. La tua amica sente di non riuscire a cambiare la sua vita, di non avere il controllo sulle sue decisioni, e quindi è caduta in anoressia: l’ unica cosa su cui sente di avere il controllo è il suo corpo e il cibo. Il fatto di vedersi grassa anche se di fatto è magrissima, è un altro sintomo tipico dell’ anoressia, che è una malattia psico-somatica. L’ anoressica ha infatti difficoltà a percepire “se stessa” come una persona con comportamenti e pensieri in grado di condizionare gli eventi: la tua amica vuole cambiare scuola ma non riesce a farlo, non riesce a convincere i suoi genitori che sono spesso assenti e non l’ ascoltano. Questo di solito porta chi soffre di anoressia a rivolgere il proprio controllo su se stesso e sul proprio corpo: non mangiare (o mangiare poco e poi andare a vomitare in bagno) per l’ anoressica significa avere un controllo volontario dell’ organismo. In genere nelle prime fasi dello sviluppo dell’ anoressia c’è un picco di euforia che scaturisce proprio dalla sensazione di gestione e controllo del corpo e del cibo. Poi si passa ad una fase più cupa in cui tutta l’ attenzione dell’ anoressica è posta sul sentirsi malata, non tanto perché si rende conto di essere anoressica, ma perché sono gli altri che lo ricordano costantemente. Chi sta intorno ad un’ anoressica cerca di fare qualcosa per aiutarla a risolvere un problema, che però per l’ anoressica non è così grave come sembra agli altri. A questo punto c’è una lotta che si crea tra l’ anoressica e gli altri. Ogni atto per cercare di convincere l’ anoressica a mangiare aumenta incomprensioni.

    Purtroppo nella maggior parte dei casi chi soffre di anoressia non ammette a se stesso e agli altri di avere un problema. L’ ossessione per il peso-forma, la rinuncia al cibo, il rapporto costante con la bilancia, il vedersi “grassa” anche quando in realtà è magra, il non piacersi allo specchio sono tutti sintomi tipici dell’ anoressia.

    Se ti sei accorta che la tua amica soffre di anoressia, sarebbe bene farlo presente anche ai suoi genitori. Una volta entrati in anoressia è infatti molto difficile uscirne da soli ed è bene che la famiglia si rivolga ad uno psicologo o ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Occorre infatti un percorso terapeutico che coinvolga anche la famiglia stessa per aiutare una persona ad uscire dall’ anoressia. E’ molto difficile gestire e aiutare una ragazza che soffre di anoressia.

    Per aiutare la tua amica, devi cercare di farle avere più chiarezza, riflettendo su quello che sta facendo, in modo che possa essere lei a decidere come può cambiare la sua vita. E’ molto importante che tu le faccia capire che comunque le vuoi bene, qualsiasi cosa scelga, perchè tu vuoi bene a LEI, indipendentemente dall’ anoressia. La tua amica deve trovare la sua identità, il suo modo di essere e di vivere, e questo è molto difficile per le persone che soffrono di anoressia. Parla anche semplicemente con lei dei suoi sogni, dei suoi desideri per il futuro, di cosa vorrebbe fare, di come le piacerebbe essere, delle emozioni che prova. Se lei deciderà di cambiare, lo farà solo perchè capirà che l’ anoressia in realtà non la fa vivere e scegliere, che in relatà non è lei a gestire il suo corpo ma è schiava dell’ anoressia, che non è libera di realizzare i suoi sogni e i suoi desideri.

    I disturbi alimentari come l’ anoressia non vanno visti come delle fissazioni, dei vizi o delle frivolezze. Allo stesso tempo non si può pensare di risolvere il problema evitando di parlarne, perché se è vero che inizialmente si sceglie di entrare in anoressia, è anche vero che poi si diventa succubi dell’ anoressia e non si riesce più a uscirne da soli. Non è costingendo la tua amica a mangiare che puoi aiutarla a capire l’ anoressia: il tentativo di “aiutare” in questo modo un’ anoressica può apparire a lei solo come volerle dare “per forza” del cibo, solo come una costrizione. Deve essere la tua amica a decidere sulla possibilità che l’ intervento di qualcuno esterno alla sua famiglia (uno psicoterapeuta) sia di aiuto per lei. Chi soffre di anoressia non si percepisce troppo magro, ma anzi il riuscire a perdere peso è sentito come un grande risultato, raggiunto esclusivamente attraverso la propria volontà. Parlare con una ragazza anoressica non è assolutamente cosa semplice, per la tua amica controllare e limitare l’ assunzione di cibo è un modo per ritrovare delle certezze, per affermare la propria personalità.

    Al di là di quello che tu puoi fare come amica, è comunque importante che i suoi genitori si rivolgano ad uno psicologo per capire la figlia; sarà poi lei a scegliere di andare a sua volta da uno psicologo, ma sono i suoi genitori che per primi devono farlo. Riguardo alla comuncazione con la tua amica, non dare consigli e suggerimenti a priori, deve essere lei a chiedere consigli: è meglio domandare e chiedere a lei quali sono i suoi bisogni. Accorgersi di chi è malato di anoressia è il primo modo per aiutare la persona a vincere la sua battaglia personale.

    Ci sono inoltre dei consultori specializzati in disturbi del comportamento alimentare a cui la tua amica può rivolgersi in completo anonimato. Puoi parlarle e anche accompagnarla se lei lo desidera.

  14. silvia says:

    Ciao… sono una ragazza di 14 anni e sono molto preoccupata per una mia amica, poichè penso che soffra di anoressia, ma non posso dirglielo direttamente. Lei è calata di molti chili in pochi mesi, ma la cosa più preoccupante è che lei, ogni giorno dopo aver mangiato a scuola, dice d’avere il sapore di sangue in bocca e va in bagno per 15 minuti ed al ritorno dice d’aver vomitato. Inoltre, tutto è iniziato perchè non vuole più frequentare il liceo, e cambiare scuola, ma i suoi non vogliono e lei minaccia d’avere un esaurimento nervoso. I suoi genitori sono sempre via di casa e la sua alimentazione è a dir poco MALSANA…!! Lei pensa anche di essere grassa, ma non lo è, perchè è magrissima. Io la conosco da poco tempo e non so come comportarmi… dopo questi comportamenti, può essere anoressica? E io come amica, come posso comportarmi? Sono molto preoccupata perchè mi sento impotente e questa malattia mi terrorizza.

  15. Redazione IO Benessere Blog says:

    Per Arianna ma anche per chi vorrà leggere: in questo link che ti mandiamo di seguito trovi due testimonianze che speriamo possono esserti d’aiuto. Una è di Davide, che è stato accanto ad una ragazza anoressica di cui era innamorato, e l’ altra è di Susanna che sta combattendo perchè ha deciso di uscire dall’ anoressia. Le trovi qui: https://www.iobenessereblog.it/progetto-contro-anoressia-e-bulimia-in-italia-se-ami-qualcuno-dagli-peso-capire-i-sintomi-dell-anoressia/1459/comment-page-1#comment-21656

    Se lo desideri puoi provare anche a confrontarti con loro (se vorranno risponderti). Coraggio Arianna, per te e per la tua ragazza. Un abbraccio.

  16. franco says:

    …Arianna, io spero solo che non la perderai nella sua malattia… spero che non finisca all’ ospedale priva di forze… l’ anoressia è una malattia che allontana… questo è un altro modo in cui tu potresti perderla…

  17. Redazione IO Benessere Blog says:

    Certo Arianna che rischi di perderla parlando con i suoi, te l’abbiamo infatti già specificato. Ma del resto sei tu a conoscere meglio la sua situazione familiare e se ritieni che sia inutile parlarne, fai come credi meglio (come ti abbiamo già detto). Cerca però di non assecondarla nella sua anoressia. Dato che siete sole, senza supporto da parte di nessuno, l’unica cosa che puoi continuare a fare è starle vicino, sperando che lei decida di cercare un aiuto concreto. Ti auguriamo che lo faccia, è solo lei che deve decidere e per ora ha deciso di continuare a stare male, purtroppo.

  18. Arianna says:

    La perderei sicuramente se facessi una cosa del genere. Il mio gesto verrebbe consideranto più con un “tradimento” che come un aiuto.
    Come potrebbe poi continuare a fidarsi di me, o anche solo fidarsi di qualcun’altro? Se fossi sicura che possa servire a qualcosa l’avrei già fatto. Conoscendo genitori e nonni della mia ragazza, la situazione non potrebbe che peggiorare. Inoltre, se per assurdo mi presentassi alla loro porta, non credo gradirebbero. Hanno pregiudizi sull’ omosessualità e sostanzialmente mi odiano. Grazie davvero per avermi ascoltata, ma questa volta non voglio seguire il vostro consiglio.

  19. Redazione IO Benessere Blog says:

    Arianna, stare vicino ad una ragazza anoressica non è mai cosa semplice. Hai già provato a spingerla a rivolgersi ad un centro specializzato ma lei si ostina a non volere aiuto. E’ difficile parlare anche con la sua famiglia, certo, ma è un tentativo che puoi fare al di là di quello che pensa lei.

  20. Arianna says:

    Grazie.

  21. Redazione IO Benessere Blog says:

    Bhè Arianna, tu da sola è evidente che non riesci ad aiutarla dato che lei non vuole. Quindi non puoi sapere come reagiranno i suoi familiari, genitori o nonni. Di certo provare a parlare con loro è un tentativo: alla tua ragazza serve un sostegno. Dire che “non capirebbero” a priori è sbagliato, perlomeno sapranno la verità sui suoi problemi. Poi quello che decideranno di fare non lo sai, ma almeno ci avrai provato. L’ alternativa è continuare a vederla stare male. Provare non ti costa nulla alla fine. Fai come credi comunque.

  22. Arianna says:

    Non vive con i suoi genitori, ha un pessimo rapporto, soprattutto con suo padre ed è vero quando dice che non capirebbero. Ora vive con i suoi nonni settantenni, e non credo che nemmeno loro possano aiutarla.

  23. Redazione IO Benessere Blog says:

    Ciao Arianna, la tua ragazza non si vuole curare, è stata molto esplicita. Se le vuoi davvero bene, parla coi suoi genitori a questo punto. Lei ti ha chiesto addirittura di controllarla col cibo in modo da mantenere la sua anoressia: vuole solo un’alleata per mantenere la sua malattia, nulla di più, non vuole un aiuto per uscirne. A rischio di compromettere il vostro rapporto, per il suo bene, parla con la sua famiglia se la vuoi aiutare. Forse i suoi genitori non si rendono conto della gravità della situazione e tu di certo non puoi assecondarla nella sua anoressia.

  24. Arianna says:

    Salve. Grazie mille per le informazioni. Le ho fatto presente l’ esistenza di questi centri. Ha detto che non vuole stare bene, perchè significherebbe ingrassare. Inoltre vuole che io la controlli. Mi ha detto “quando sei con me, non assecondarmi se ti chiedo qualcosa da mangiare”. Vuole dimagrire ancora, dopo aver preso circa 5 kg, perchè così sta peggio psicologicamente. Immagino di non potere far niente per cambiare la situazione, come al solito, ma chiedo comunque consiglio a voi…

  25. Redazione IO Benessere Blog says:

    Sempre per Arianna: a Milano puoi anche rivolgerti al centro ABA che è specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Per informazioni puoi telefonare al numero verde 800-165616 oppure al numero di telefono 02-29000226 da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 19.00, sabato dalle 9.00 alle 17.00. Il referente è Fabiola De Clercq. Il centro ABA di Milano si trova in via Solferino 14.

    Altri centri specializzai in disturbi del comportamento alimentare a Milano sono questi:

    AIDAP Unità Operativa Locale
    ASSOCIAZIONE ITALIANA DISTURBI DELL’ ALIMENTAZIONE E DEL PESO
    Dottoressa Arianna Banderali (presidente AIDAP)
    viale Caldara 23, Milano
    tel. 02-5456738

    Centro Studi Disordini Comportamento Alimentare
    Ospedale S. Raffaele, “Ville Turro”, Milano
    Professor L. Bellodi e Professor F. Brambilla
    tel. 02-26433206 oppure tel 02-26433229

  26. Redazione IO Benessere Blog says:

    Arianna, il ricovero ospedaliero di solito è indicato per casi gravi di anoressia, quando la malattia ha già portato ad un sottopeso tale da compromettere seriamente la salute. Hai già telefonato al centro del Niguarda per chiedere informazioni su una terapia psicologica senza ricovero ospedaliero? Sul sito del Niguarda sono riportate tutte le terapie di cura, ma ovviamente vengono valutate caso per caso. Se la tua ragazza richiede solo una terapia dallo psicologo, pagherà solo le sedute tramite ticket medico direttamente presso il Niguarda, e il costo è basso. L’ ospedale Niguarda a Milano è molto all’ avanguardia, ed è possibile effettuare anche delle sedute dallo psicologo. Ti consigliamo quindi di telefonare per chiedere informazioni: le tarapie di cura sono personalizzate in base ad ogni singolo caso. Il telefono del Niguarda di Milano è questo: 02-6420901

  27. Arianna says:

    Ho cercato ospedali che trattino disturbi del comportamento alimentare. Quelli più vicini a noi sono Niguarda e San Raffaele, a Milano. I siti non sono molto chiari, parlano solamente delle modalità dei ricoveri. Non credo che una soluzione tanto estrema sia necessaria e comunque la diretta interessata non acconsentirebbe. Sapete se si possono prendere appuntamenti o anche iniziare una terapia senza ricovero e gratuitamente? Grazie.

  28. Bea says:

    Grazie mille per la delucidazione.

  29. Redazione IO Benessere Blog says:

    Salve Bea, l’ anoressia comincia da una situazione iniziale di normopeso o addirittura di sovrappeso: spesso l’ anoressia inizia proprio con diete molto drastiche. La persona che inizia a soffrire di anoressia, anche se è in normopeso, si vede grassa, quando di fatto non lo è. Inizia così a non piacersi, a dare un’ estrema importanza al proprio peso corporeo e al fisico. Mano a mano la malattia “sfugge al controllo”: anche se dimagrisce, la persona anoressica vuole dimagrire ancora e sempre di più, continua a non piacersi fisicamente e finisce per arrivare al sottopeso.

    A monte, quello che porta all’ anoressia e quindi al cattivo rapporto col cibo e col proprio corpo, è sempre un disagio psicologico interiore, come la sensazione di essere inadeguati nell’ affrontare una situazione che è percepita come difficile, il non sentirsi all’ altezza di una situazione, il non piacersi fisicamente, oppure un cattivo rapporto con i genitori o le persone più strette. Chi soffre di anoressia percepisce queste situazioni come “senza controllo”: chi soffre di anoressia sente che non può modificare la propria vita e le situazioni, non riesce ad affrontare il proprio disagio di fronte a tali situazioni. Per questo chi soffre di anoressia sente che può “controllare” solo il cibo e il proprio peso corporeo: dimagrire o non mangiare è una forma di “controllo” per l’ anoressica. Ma quando la malattia avanza, in realtà l’ anoressica diventa schiava del proprio peso e può finire in forme di sottopeso pericolose per la sua salute.

    Considera sempre Bea che l’ anoressia è una malattia psicosomatica: inizia sempre con un disagio psicologico. L’ atteggiamento di un’ anoressica inizia dal normopeso: la persona, anche se è in peso-forma, non si piace, inizia a mangiare poco o a saltare i pasti, può ricorrere al vomito autoindotto se pensa di aver mangiato troppo, si sente in colpa se mangia di più, controlla in modo ossessivo il proprio peso corporeo, ha continuamente paura di ingrassare anche solo di qualche etto, si costinge ad una dieta rigida ed estrema. Questo è già l’ inizio della malattia.

    L’ anoressia è quindi un atteggiamento, un modo di percepire se stessi. I disturbi del comportamento alimentare come anoressia e bulimia cominciano da una condizione iniziale di normopeso o anche di sovrappeso. Solo successivamente la persona arriva a situazioni di sottopeso. Dietro all’ anoressia c’è però sempre una forma di disagio e di grande sofferenza della persona che non riesce a vivere pienamente e ad essere felice.

  30. Bea says:

    Buongiorno, ho letto attentamente ogni singolo post lasciato dai ragazzi e le relative risposte che avete sapientemente dato. Volevo sapere una cosa: si può essere anoressici senza essere sottopeso? O meglio, l’ anoressia, può iniziare in una situazione di normopeso?

  31. Redazione IO Benessere Blog says:

    Buongiorno Arianna, anche se ti sembra che la tua ragazza stia meglio, non è in realtà uscita dall’ anoressia: ha ancora paura di ingrassare, mangia ancora in modo sregolato e ha ancora sensi di colpa quando mangia di più. Di fatto quindi, la tua ragazza è ancora in anoressia. Come ti abbiamo già detto, per quanto tu possa starle vicina, è necessario che la tua ragazza inizi un vero e proprio percorso di cura con un terapeuta o uno psicologo specializzato in disturbi del comportamento alimentare. La tua ragazza è riuscita a parlare apertamente del suo problema dell’ anoressia con la sua psicologa ? Se non ne parla apertamente, non può ricevere un aiuto. La dietologa non è assolutamente una soluzione per curare l’ anoressia, potrebbe addirittura peggiorare la sua situazione. Se invece si rivolge ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare, la terapia di cura include anche una rieducazione alimentare per aiutarla a riprendere a mangiare in modo regolare. Per avere un’ alimentazione bilanciata, la tua ragazza dovrebbe mangiare come minimo così e in queste quantità: Dieta Dissociata: carboidrati a pranzo, proteine a cena, verdura in quantità libera e frutta lontano dai pasti

    Hai cercato un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare nella vostra zona?

  32. Arianna says:

    Salve. Ho già scritto circa un mese fa in questo blog chiedendo consiglio su come aiutare la mia ragazza che soffre di anoressia nervosa. Devo dire che da circa due settimane ho notato dei miglioramenti quasi impressionanti. A casa mangia solamente frutta e verdura come di consueto, mentre quando è con me (tutti i pomeriggi e i dopocena) mangia pane, biscotti, cioccolato, formaggio e addirittura prosciutto. Ciò che l’ha spinta a questo cambiamento, secondo me, è stata la paura di poter avere problemi alla tiroide, unita al benessere che dice di sentire quando è con me. Ha paura però di ingrassare e di non riuscire a mantenere una via di mezzo, ed effettivamente sta mangiando in modo sregolato, per poi avere i soliti sensi di colpa. Le ho suggerito di andare da una dietologa per farsi aiutare a trovare un giusto equilibrio, ma ha detto di non esserne capace, di essere in grado di seguire solo gli estremi. Io sono contenta che abbia ripreso a mangiare ma se non fa un passo alla volta ho paura che possa ricadere nell’ anoressia come successo un anno fa. Scusate se sono stata prolissa e grazie in anticipo per i consigli.

  33. Redazione IO Benessere Blog says:

    Bhè Samuela, iniziare una terapia dallo psicologo è un percorso interiore che fa “uscire” anche tutte le tue insicurezze, in modo che tu possa “vederle e superarle”. Se ieri sei scoppiata a piangere senza motivo, parlane con la tua psicologa nella prossima seduta, in modo che lei possa aiutarti a capirne il motivo che ora tu non vedi.

  34. Samuela says:

    Mi sono rivolta ad una neuropsichiatra infantile. La dottoressa Russo, presso l’ ospedale di Acireale. Comunque ieri sono scoppiata a piangere senza motivo…

  35. Redazione IO Benessere Blog says:

    Ciao Samuela, a quale centro ti sei rivolta? L’ anoressia porta spesso ad una scarsa considerazione di sè e ad una bassa autostima, è per questo motivo che a livello psicologico senti di essere “insignificante”. Il senso di debolezza è invece un sintomo fisico, dovuto molto probabilmente ad una non corretta o scarsa alimentazione per la tua età (sempre relativo al problema dell’ anoressia). Anche il nervosismo, così come l’iperattività, sono sintomi tipici dell’ anoressia.

  36. Samuela says:

    ok grazie, ho già provveduto! grazie davvero… Ma sono sintomi di questa malattia che mi sento debole, insignificante e sempre nervosa?

  37. Redazione IO Benessere Blog says:

    Comunque puoi anche andare direttamente presso i centri specializzati in disturbi del comportamento alimentare e chiedere informazioni in merito di persona.

  38. Redazione IO Benessere Blog says:

    Ciao Samuela, devi telefonare e informarti per sapere se la terapia dallo psicologo è gratuita. Dato che hai parlato con la tua mamma del tuo problema dell’ anoressia, fallo presente anche a lei. Per i servizi delle Asl, come ti abbiamo già detto, di solito si paga un ticket ma non è alto.

  39. Samuela says:

    Ma questi ultimi sono a pagamento? comunque ho chiamato nelle fasce di orari in cui sono aperti…

  40. Redazione IO Benessere Blog says:

    Sempre per Samuela: puoi rivolgerti anche al Policlinico Vittorio Emanuele di Catania in via S.Sofia 78.
    Per i Disturbi dell’ Alimentazione (Anoressia, Bulimia, Disturbi dell’ Alimentazione incontrollata) la responsabile è la prof.ssa Carmela Calandra.
    Tel. 095-3782636
    Orario: da lunedì a venerdì dalle 08.30 alle 13.00

  41. Redazione IO Benessere Blog says:

    Se comunque ai consultori pubblici non trovi risposta, ti segnaliamo i centri medici di Catania specializzati nei Disturbi del comportamento alimentare dove puoi chidere aiuto o chiedere anche delle semplici informazioni per sapere che cosa devi fare.

    SEDE ABA – CATANIA via Trieste 13
    tel 095-371200
    Referente dottor Lo Castro e dottoressa Di Mauro
    Orari:
    lunedì 17.00-19.00
    martedì 17.00-19.00
    giocedì 10.00-12.00

    Centro di Diagnosi e Terapia dei Disturbi Alimentari Psicogeni
    presso il Servizio di Neuropsichiatria dell’ Età Evolutiva Azienda USL 3
    tel 095-7677125

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